Targhe e caschi obbligatori per le bici elettriche, rimodulazione delle sanzioni, documenti di guida e circolazione digitali: sono solo alcune delle misure previste dal Nuovo Codice della Strada che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2028.

Il primo a cambiare è il sistema delle multe: “C’è un arrotondamento al ribasso degli importi rispetto al codice in corso al momento” ha spiegato il Ministro Matteo Salvini. Pertanto i minimi edittali più comuni, di 26 e 42 euro, scenderanno a 25 e 40 euro. Mentre le sanzioni di 83 e 87 euro scenderanno a 80. Per chi supera il limite di velocità, invece, l’importo della multa verrà calcolato in base agli effettivi chilometri di sforamento: verrà applicata una sanzione di 10 euro in autostrada e di 5 euro in città per ogni chilometro orario superato oltre il limite. L’obiettivo della riforma è rendere le sanzioni direttamente proporzionali alla gravità dell’infrazione.

Non sarà più obbligatorio avere patente, carta di circolazione e assicurazione in forma cartacea: gli agenti potranno controllare i documenti accedendo agli archivi digitali. E digitale sarà anche il formato dei verbali, disponibili da subito al trasgressore su piattaforme dedicate.  Si potranno richiedere targhe personalizzate e cambierà il linguaggio e la procedura per l’accertamento del tasso alcolemico: si parlerà di “sostanze alcoliche” e non più di “bevande”.  Ma soprattutto: se durante l’accertamento, due misurazioni differiscono, si terrà conto di quella più favorevole al conducente. Dove invece si riscontrano anomalie e non sarà possibile un secondo test, lo stato di ebbrezza sarà determinato anche sui sintomi.

Tra le novità principali, quelle inerenti la nuova categoria dei “cicli a propulsione”, ossia tutte le bici dotate esclusivamente di motore elettrico, che avranno l’obbligo di casco e contrassegno identificativo. Pertanto restano escluse dalla normativa le bici con pedalata assistita.

A proposito di mobilità inclusiva, tutti i Comuni dovranno aderire alla medesima piattaforma, collegata al “Contrassegno unico disabili europeo”, cosicché una persona con contrassegno possa circolare liberamente tra città, senza dover ripetere di volta in volta le comunicazioni necessarie per l’accesso alle Ztl.

Attualmente il Governo italiano ha dato il via libera allo schema del decreto legislativo, ma entro marzo la riforma dovrà essere approvata definitivamente dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza Unificata e dalle Commissioni parlamentari.

Damiana Civita