Tende piantate sull’asfalto, cartelli colorati e lo slogan che unisce una generazione: “Vogliamo una casa, non un debito”. Questa mattina la protesta contro il caro affitti è tornata a farsi sentire a Bari, dove gli studenti universitari hanno paralizzato simbolicamente il centro cittadino, muovendosi in corteo dalla Prefettura fino ai piedi del Palazzo Ateneo. Al centro della mobilitazione, promossa dai collettivi studenteschi Udu e Zona Franka, c’è un’emergenza abitativa che sta progressivamente escludendo i fuori sede dal diritto allo studio. A innescare la rabbia dei ragazzi sono i dati reali di un mercato immobiliare locale sempre più proibitivo. Secondo le ultime stime delle associazioni studentesche, il costo per una camera singola nel capoluogo pugliese ha subito un’impennata verticale, sfiorando una media di 430 euro mensili, spese escluse. Un aumento che pesa come un macigno sui bilanci delle famiglie, specialmente se rapportato alla qualità e alla sicurezza di molti degli alloggi offerti.
Il dito è puntato soprattutto contro la proliferazione incontrollata dei posti letto turistici: negli ultimi anni le piattaforme di affitti brevi hanno sottratto centinaia di appartamenti al mercato residenziale e studentesco, facendo lievitare i prezzi dei pochi immobili rimasti disponibili.



























