Non più una sperimentazione ma una possibilità: una protesi vascolare sintetica per l’accesso venoso. È l’innovazione del Policlinico di Bari, sviluppata dall’équipe di Nefrologia, diretta dal Prof. Gesualdo Loreto e adottata su Daniela, paziente 57enne, in emodialisi, per ben due anni e mezzo, permettendole non solo un accesso alle cure più sicuro, ma migliorando anche la sua qualità di vita.
Purtroppo però, sia a livello nazionale che internazionale, anziché realizzare protesi, si procede nella maggior parte dei casi con l’applicazione del catetere vascolare, meno sicura e più limitante per la vita dei pazienti.
Il Policlinico di Bari, dunque, ha reso possibile questa innovazione già da tempo, partecipando a uno studio multicentrico a riguardo e adottando già oggi protesi di seconda generazione.
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