Chiuse le indagini relative al presunto voto di scambio politico-mafioso in riferimento alle elezioni comunali tenute a Modugno nel 2020. La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 14 persone, tra cui l’attuale sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, e l’ex assessore comunale alle Attività produttive Antonio Lopez, arrestato nell’ambito dell’inchiesta scattata nell’autunno scorso.
Le ipotesi di reato parlano di scambio elettorale politico-mafioso, corruzione elettorale, estorsione aggravata dal metodo mafioso e condotte legate al procacciamento di voti per le amministrative del 2020. Per l’accusa Lopez, in corsa per il Consiglio comunale, avrebbe stretto un accordo con Cristian Stragapede e Cosimo Damiano Annoscia, ritenuti esponenti del clan Parisi. A quanto emerso, 2mila euro per cento preferenze oltre ad altri favori. In riferimento al sindaco Bonasia, secondo l’accusa quest’ultimo avrebbe promesso ai due esponenti del clan Parisi (con l’intermediazione di Lopez) posti di lavoro in cambio di voti. Il primo cittadino avrebbe stretto accordi anche con un’altra indagata che, secondo gli inquirenti, sarebbe vicina al clan Diomede in quanto sorella del boss.
La vicenda ha portato a Modugno una commissione d’accesso per verificare l’eventuale presenza di infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale, su indicazione del Viminale. Al termine degli accertamenti il comune non è stato sciolto. I cittadini andranno regolarmente alle urne il 24 e 25 maggio. Il sindaco uscente Bonasia non si è ricandidato.



























