Da quasi due anni è in coma vegetativo irreversibile, dopo aver dato alla luce la sua bambina. È il caso di una 38enne, residente nel Barese, sul quale adesso la Procura della Repubblica di Bari vuole vederci chiaro.

Sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati, nell’ambito di un’inchiesta per lesioni personali colpose gravi, e che punta ad accertare l’eventuale responsabilità dei medici che ebbero in cura la donna. Si tratta di cinque ginecologi, due ostetriche ed un’anestesista, in servizio all’ospedale “Mater Dei”. Gli accertamenti riguardano l’intero percorso clinico seguito dalla paziente, dal momento del parto fino all’insorgenza del coma.

La vicenda risale al 2 febbraio 2024. La partoriente, all’epoca 36enne, si era recata presso il nosocomio barese, alla 38esima settimana di gravidanza, perché le si erano rotte le acque. Il giorno successivo ha avuto un parto naturale, facendo nascere una bambina, che è in buone condizioni di salute. La sera stessa del parto, la donna avrebbe però cominciato ad avvertire forti dolori, e le sarebbero stati somministrati antinfiammatori e antitrombotici. In seguito ci sarebbe stata la diagnosi di un ematoma, con un primo drenaggio di nuovo in sala parto.

I dolori tuttavia non sarebbero diminuiti e, le successive analisi del sangue avrebbero rilevato parametri alterati: pressione, saturazione ed emoglobina in forte calo, segnali di una emorragia in corso.

Il 4 febbraio la paziente è stata sottoposta ad un secondo intervento, nel corso del quale sarebbe andata in arresto cardiaco per 12 minuti. Dopo qualche ora, i medici avrebbero eseguito un terzo drenaggio e da qual momento la donna non si è più svegliata. In due anni è stata ricoverata in tre diverse strutture sanitarie, ma si trova tuttora in stato di coma vegetativo irreversibile.

I suoi familiari hanno avviato due procedimenti paralleli, uno civile con richiesta di risarcimento danni, ed uno penale nell’ambito del quale il Pubblico Ministero della Procura del capoluogo, Giovanni Calamita, ha disposto una consulenza medico-legale “per chiarire la dinamica e le circostanze che hanno portato all’evento”. L’incarico sarà conferito il prossimo 18 febbraio.