Una brutta storia di violenza che nulla dovrebbe avere a che fare con il calcio. Assane Diame, giovane portiere senegalese classe 2004 del Bitonto, società militante in Serie D, ha deciso di lasciare la squadra dopo una brutale aggressione subìta domenica scorsa sul pullman della società, al ritorno dalla trasferta di Rotonda in cui la squadra bitontina ha perso 3-0. Ad agire un gruppo di tifosi, almeno dieci, incappucciati e a volto coperto, che ha fatto irruzione sul pullman quando il mezzo era giunto da poco nei pressi del Polisportivo “Nicola Rossiello” di rientro dalla trasferta di Rotonda. Secondo quanto appreso, l’aggressione sarebbe scaturita dopo un errore del giovane portiere nel corso della partita, costato il primo gol della formazione avversaria, a seguito del quale Diame avrebbe risposto a parole e insulti di alcuni tifosi presenti nel settore ospiti. Da quell’episodio, l’idea della spedizione punitiva una volta tornati a Bitonto. Nell’aggressione sono stati coinvolti altri due calciatori, Loris Palazzo e Luigi Gianfreda, nel tentativo di difendere il proprio compagno. Assane Diame ha quindi deciso di lasciare il Bitonto e sporgere denuncia contro ignoti. La società neroverde, in un comunicato all’indomani dell’aggressione, aveva condannato l’episodio parlando un gesto «vile», «un atto che impone in tutti profonde riflessioni», secondo il presidente Antonello Orlino. Parole di condanna anche da parte del sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci: «È assurdo dover accettare che un giovanissimo calciatore del Bitonto di soli 20 anni abbia deciso di lasciare la nostra città a seguito della vile aggressione subìta. Non è questa la nostra idea di comunità. Non è questo l’esempio che vogliamo dare ai più giovani. Quella di oggi è una sconfitta per l’intera comunità».