Bari, la porta è blindata: Vivarini studia novità in attacco

Prossimi impegni ravvicinati “facili” sulla carta per i baresi

Un piccolo passo in avanti, in attesa di diventare capaci di imporsi su tutti i campi. In casa Bari il pareggio a reti bianche di Catania, prima partita dell’era Vivarini senza gol all’attivo e quinta su sette incontri con un clean sheet tra i pali, è stato accolto con moderata soddisfazione. Se le distanze dalla vetta occupata dalla Reggina sono cresciute a 6 punti, le frenate di Ternana e Potenza hanno permesso ad Antenucci e compagni di avvicinare la seconda piazza e garantire continuità a un cammino che in poco più di un mese sotto la guida dell’allenatore abruzzese ha assicurato 15 punti.

Al Maassimino, nel corso del secondo tempo, si è visto un Bari diverso nell’atteggiamento tattico: per la prima volta dal suo arrivo in panchina, Vivarini ha testato il 4-3-1-2, suo marchio di fabbrica a Empoli e Ascoli in B, con l’innesto di Floriano alle spalle delle punte. Esperimento che potrebbe essere ripetuto più in avanti, a patto di mantenere gli equilibri sin qui garantiti alla nave biancorossa. E cercare un pizzico di coraggio in più.

Con la lente d’ingrandimento sul centrocampo, dove Hamlili è ancora ai box e Bianco e Scavone non hanno avviato la settimana lavorando con i compagni, il Bari si avvicina a una cinquina di incontri potenzialmente abbordabili: Vibonese e Teramo in casa, Bisceglie, Paganese e Rende in trasferta. Tutto dal 3 novembre all’1 dicembre. Primo non prenderle, secondo osare. Solo così sarà possibile rosicchiare punti alla Reggina capolista.

Nel servizio, l’intervista.