Una sentenza tagliente affidata ai social scuote una delle principali eccellenze gastronomiche della Puglia. Per Sonia Ricci, caporedattrice del celebre mensile specializzato Gambero Rosso, il verdetto è chiaro e senza appello: «Il Pane di Altamura è sopravvalutato». Tre pagnotte acquistate in tre panifici diversi. Due soli giorni di test per smontare un mito. Nella rubrica Benservito, la giornalista descrive una mollica troppo compatta e un prodotto che diventa subito “duro e gommoso”. Il tostapane, scrive, non fa miracoli. A convincere la critica è stato invece il pane di un artigiano locale che ha scelto di non produrre la DOP. Da qui la provocazione: quanta qualità concediamo oggi al pane? Ma dal fronte della tutela la replica è stata immediata. Sentite Giuseppe Frizzale, vicepresidente di Cooking Solution.
Primo pane in Europa a ottenere il riconoscimento DOP nel 2003, Altamura impone semola rimacinata di grano duro della Murgia e lievito madre. Eppure, troppe pagnotte ne imitano la caratteristica forma “a cappello di prete” senza seguirne le regole. Se i pani testati fossero certificati o meno resta il vero mistero. Ma, al di là dei dubbi, lo scontro di questi giorni smette di essere un processo al mito per farsi punto di partenza. Un’occasione irrinunciabile per fare squadra tra Consorzio, artigiani e narratori del cibo. Per riscoprire il valore di un sigillo che si protegge, con orgoglio, ogni mattina in forno.



























