“Lui era il sole, lui era l’allegria. Gaetano entrava sempre in casa con quel suo sorriso gioioso”. Sono tutti attenti mentre Francesca parla. L’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II – De Marinis” di Carbonara è gremita di studenti. Quando arriva il turno della mamma di Gaetano, tutti fanno silenzio e ascoltano. Parola per parola.

Si è aperto così l’incontro dedicato agli alunni dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II – De Marinis” promosso da Libera Puglia, dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS e dalla Consulta delle Scuole del Municipio IV. Un momento di confronto diretto per ricordare Gaetano Marchitelli che a soli 15 anni – il 2 ottobre 2003 – fu ucciso per errore a Carbonara durante uno scontro tra clan. All’epoca lavorava e studiava, e negli anni, la sua storia è diventata per la città un simbolo di legalità, ansia di giustizia e speranza. Ricordare Gaetano oggi non significa soltanto custodire la memoria di una vicenda dolorosa che ha segnato profondamente la comunità barese, ma rinnovare l’impegno collettivo nella costruzione di una società fondata sul rispetto delle persone, sulla cultura della legalità e sul rifiuto di ogni forma di violenza e prevaricazione.

Durante la mattinata, Francesca Marchitelli ha rivolto un messaggio chiaro ai ragazzi: «Dico ai ragazzi di stare attenti, di non entrare in quel giro perché è facile entrarne ma non uscirne. Cerco di spiegare loro che bisogna essere aperti anche con i genitori, con i propri professori. Bisogna parlare, non tenersi nulla. Non bisogna avere paura, non bisogna vergognarsi. Gaetano oggi per me è ancora di più un simbolo di dolore e non di riscatto, perché i suoi assassini sono per strada e io non posso fare altro che appellarmi a Dio, ogni giorno, per andare avanti”.

A seguirla è stato il coordinatore dei Familiari di vittime innocenti di mafia di Libera Angelo Mizzi, fratello di Giuseppe, anche lui vittima innocente di mafia, che ha spiegato la scelta di trasformare il dolore in partecipazione: «Dopo la morte di mio fratello e dei nostri cari, abbiamo deciso come associazione di non rimanere in silenzio, ma di trasformare la nostra rabbia in impegno: quello della memoria. È difficile essere qui, però sono convinto che in questo momento la forza me la stia dando proprio mio fratello. So che non posso rimanere in silenzio, ma devo lottare e fare in modo che la sua morte abbia un significato. 16 anni fa la mia vita si è trasformata in una grande tragedia, ma abbiamo avuto la forza di reagire e oggi siamo qui perché i giovani sono il nostro futuro. E quindi cerchiamo di strappare più giovani possibile dalle mani della criminalità organizzata.»

Don Angelo Cassano, referente di Libera Puglia, ha sottolineato l’importanza di proporre modelli positivi ai giovani di oggi: «In questi anni abbiamo fatto commemorazioni, ma c’è ancora bisogno di verità e giustizia nella vicenda di Gaetano. Gaetano è un simbolo soprattutto per i tanti ragazzi che oggi in qualche modo vengono affascinati da questi modelli malavitosi: lo vediamo quotidianamente, non solo nel fenomeno delle baby gang. Gaetano studiava e lavorava, e credo che oggi possa essere un esempio per tanti nostri ragazzi che seguono il guadagno facile, che inseguono dei miti che poi alla fine sappiamo dove portano. Quindi dobbiamo insistere sulla memoria di questo ragazzo.»

Infine, Alessandro Cobianchi, direttore del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, ha richiamato l’esigenza di una presenza e di un lavoro continui: «Noi ci siamo messi a servizio di Libera perché come Csv San Nicola sosteniamo anche questa forma di Volontariato e Associazionismo. È importante praticare l’educazione alla legalità in tutti i luoghi e nelle scuole, invitando tutti a esserci. Perché ci sono momenti in cui è fondamentale essere presenti con i nostri corpi. Poi però bisogna fare qualcosa in più: questi momenti – come le commemorazioni – servono solo a dare la spinta a un lavoro quotidiano di testimonianza, partecipazione, continuità e coerenza. Solo così si può fare antimafia sociale.»