Uve sane e qualità eccellente, la vendemmia pugliese 2026 si presenta con caratteristiche qualitative eccellenti e con una stima di aumento della produzione di uva intorno al 10% rispetto allo scorso anno, grazie anche alle piogge invernali e primaverili che hanno garantito una buona riserva idrica ai vigneti e stanno consentendo alle piante di affrontare meglio la fase di maturazione, anche nei terreni più leggeri. Sono positive le prime stime di Coldiretti Puglia all’avvio della campagna vendemmiale regionale, con un quadro qualitativo favorevole, vigneti che mostrano un ottimo equilibrio vegetativo e una situazione complessivamente positiva anche nelle aree più sensibili agli stress climatici. Sul fronte sanitario il quadro è particolarmente favorevole, con una presenza molto contenuta delle principali malattie della vite e vigneti che si presentano generalmente puliti. Resta invece alta l’attenzione sugli insetti alieni, in particolare sulla cicalina, un fenomeno che negli ultimi anni ha spiazzato agronomi e viticoltori per la rapidità della diffusione e per le difficoltà iniziali nella gestione. Oggi, grazie a una maggiore conoscenza e a strategie di contenimento più efficaci – spiega Coldiretti Puglia – la situazione è più sotto controllo, ma rappresenta comunque un’ulteriore variabile negativa con cui il comparto vitivinicolo deve confrontarsi. La vendemmia è partita dalle uve destinate alle basi spumante, con Chardonnay protagonista delle prime raccolte, per proseguire con le varietà bianche precoci e poi con le cultivar a maturazione più scalare – spiega Coldiretti Puglia – con il Moscato, il Primitivo e il Negroamaro, fino ad arrivare alle raccolte più tardive previste tra settembre e ottobre con Nero di Troia, Bombino Nero, Susumaniello e Aglianico. Una successione che racconta la ricchezza e la complessità del patrimonio viticolo pugliese, capace di offrire produzioni diversificate e fortemente legate ai territori.

«Ora però la priorità – afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – è affrontare il tema del mercato, perché resta una forte incertezza sul fronte dei prezzi e i produttori devono fare i conti con una situazione complessa, caratterizzata da una domanda stagnante e da costi di gestione del vigneto ancora elevati, dall’acqua alla difesa delle colture fino agli interventi necessari per fronteggiare gli eventi climatici. Serve il catasto vitivinicolo che rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere la reale consistenza del comparto, dalle superfici alle produzioni fino alle potenzialità del territorio – aggiunge Cavallo».

Per Coldiretti servono interventi rapidi e coordinati per evitare che una difficoltà congiunturale possa trasformarsi in una crisi strutturale, attraverso misure per riequilibrare il mercato delle giacenze, un sostegno adeguato all’internazionalizzazione e strumenti capaci di incentivare innovazione e sostenibilità ambientale. È necessario inoltre valutare strumenti finanziari per accompagnare le imprese in difficoltà e consentire loro di proseguire nei percorsi di crescita.

Tra le priorità anche il rafforzamento dell’enoturismo, leva strategica per promuovere i territori vitivinicoli, favorire un consumo consapevole e creare valore aggiunto per le aziende – conclude Coldiretti Puglia – insieme a una maggiore semplificazione burocratica per ridurre tempi e costi nella produzione, promozione ed esportazione del vino pugliese.