La scelta è destinata a far discutere ma sa di consapevolezza di una profonda frattura, quasi impossible da risanare del tutto. Per la stagione di Serie C 2026-2027, infatti, il Bari avrebbe deciso di non lanciare la tradizionale campagna abbonamenti. Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato, dopo la retrocessione in Serie C e in un clima di forte contestazione nei confronti della proprietà. Questa la linea che il club si prepara a sposare, a poco più di una settimana dallo start degli impegni ufficiali che scatteranno con la coppa Italia di serie C, in casa domenica 16 agosto con il Casarano. Il 21 sarà campionato, ancora al San Nicola, stavolta contro la Cavese. Si sta ragionando al momento su un ticketing pensato per le singole gare, partendo da prezzi popolari per la coppa per poi passare a costi diversi ma comunque notevolmente ridotti rispetto al passato per la gara di campionato.
Alla base della scelta ci sarebbero anche motivazioni organizzative e gestionali. Fino a quando non sarà definito il rapporto di concessione dello stadio San Nicola, la società preferisce evitare la vendita degli abbonamenti stagionali. Sarebbe la prima volta che il club compie un passo del genere dalla riapertura dell’impianto dopo la pandemia. Anche nella stagione 2021/22, quando ancora non era consentito l’uso completo del San Nicola per via delle restrizioni legate al Covid, furono varati dei mini- abbonamenti nel girone di ritorno.
Intanto si è trovato un accordo ponte la vicenda relativa all’utilizzo dell’impianto di strada Torrebella, la cui procedura di assegnazione in concessione quinquennale è bloccata almeno fino al 10 settembre, data dell’udienza legata all’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Bari in merito alla gestione in perdita della società, con Luigi e Aurelio De Laurentiis indagati. Comune e SSC Bari hanno sottoscritto un comodato d’uso modale, precario e a titolo oneroso, valido fino al primo novembre, in attesa della concessione definitiva. L’accordo prevede che il Bari si faccia carico della manutenzione ordinaria dello stadio per un importo stimato di circa 197 mila euro, oltre al pagamento di un canone di 5 mila euro al mese per i tre mesi di validità dell’intesa. Il nodo dello stadio, dunque, trova una soluzione temporanea che permette al Bari di disputare regolarmente le gare interne, ma non cancella le incognite sul rapporto con il pubblico. Sullo sfondo, infatti, resta il malcontento di una tifoseria che attende non solo certezze organizzative, ma soprattutto un progetto sportivo credibile.
Luca Guerra




























