Una Puglia da record, ma per demerito: è quanto dicono i dati inerenti gli infortuni sul lavoro nei primi cinque mesi del 2026, rilevati dall’ INAIL, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Stando a quanto evidenziato dall’Ente, da gennaio a maggio 2026 le denunce di infortunio in Puglia sono state più di 12mila, con un aumento quasi del 4% rispetto a quelle dello stesso periodo nel 2025, che riguarderebbero principalmente la popolazione lavorativa femminile.
Nello specifico nella provincia di Bari si registra un aumento del 5,5% circa, con 240 nuovi casi, mentre nella BAT gli infortuni crescono del 14% rispetto al 2025, con 134 nuovi casi segnalati. I settori produttivi più interessati sono quello delle costruzioni, con un incremento del 7% e quello della logistica, che tocca quasi il 13% in più nel settore “Trasporti e magazzinaggio”.
I dati sono stati presentati durante la conferenza stampa del Cinzella Festival, che avrà luogo dal 25 al 27 luglio a Grottaglie, in provincia di Taranto, di cui l’INAIL è partner e presso il quale presiederà con uno stand proprio per sensibilizzare sul tema della sicurezza.
Se le denunce di malattia professionale presentate non differiscono complessivamente dalla tendenza italiana, c’è un altro numero, invece, che segna un primato di cui non andare fieri: quello delle morti sul lavoro. Si registrano, infatti, tre eventi mortali in più rispetto al 2025, con una crescita superiore all’11%, in cui è la provincia di Taranto a detenere il triste record, con 5 casi nuovi casi rispetto al 2025, mentre Bari e Brindisi provano a invertire la rotta regionale registrando un calo. Un dato notevole che fa riflettere se pensiamo, come sottolinea l’INAIL, che è in netta controtendenza con le statistiche nazionali, dove gli eventi mortali sul lavoro sono addirittura diminuiti del 4% circa.
Damiana Civita


























