Le due vigilesse avevano consapevolezza del ruolo criminale dell’uomo vicino al clan, al quale si sarebbero rivolte per ottenere protezione. Con questa motivazione la Corte d’Appello ha confermato, nelle scorse settimane, il licenziamento per due agenti della Polizia Locale di Bari, coinvolte nel 2024 nell’inchiesta “Codice Interno”.
Le due donne, Rosalinda Biallo di 57 anni e Anna Losacco, di 61, secondo l’accusa, avrebbero chiesto l’aiuto di Fabio Fiore, ritenuto ex braccio destro di Tommy Parisi, esponente del clan omonimo, per punire un automobilista che le aveva minacciate ed insultate dopo una multa.
La vicenda emerse nel febbraio 2024, in concomitanza con l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia sui presunti legami tra criminalità organizzata, politica e mondo dell’imprenditoria barese. In quella occasione, la DDA informò la Polizia Locale che, dalle indagini, era emerso un comportamento censurabile da parte di due esponenti del Corpo.
Il Comune di Bari aveva immediatamente avviato un procedimento disciplinare nei confronti delle vigilesse, concluso con il licenziamento senza preavviso. Le due avevano presentato ricorso, accolto dai giudici di primo grado che, ritenendo “spropositato” il provvedimento, avevano invece disposto la sospensione per due mesi. Una sentenza poi ribaltata in Appello nel maggio scorso.
Nelle motivazioni, la Corte definisce i comportamenti delle due agenti “ampiamente contrari al minimo etico” richiesto ai dipendenti pubblici, ritenendo i fatti così gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.


























