Venti gatti avvelenati in soli quindici giorni: è la “mattanza felina” registrata, dall’inizio del mese di ottobre, nel Comune di Molfetta, dove animali randagi, ma anche domestici, sono entrati in contatto con una misteriosa sostanza velenosa per le strade della città.
Parlare di allarme sembra ancora prematuro, per lo meno sino a quando non saranno resi noti i risultati degli esami veterinari che saranno eseguiti sulle carcasse dei felini, e che faranno luce sulla strage, che sta interessando in maniera particolare il quartiere Madonna della Rosa. Ma se da una parte, le associazioni cittadine, che curano i randagi, invitano alla calma, ricordando che i sintomi dell’avvelenamento sono del tutto simili a quelli di una malattia virale, dall’altra, sono già state lanciate le prime iniziative volte ad individuare la causa e soprattutto i possibili responsabili dell’inquietante moria di felini.
È il caso dell’AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) che, assieme al Centro Studi Italiambiente (due organizzazioni impegnate nella tutela ambientale e faunistica), ha messo addirittura una “taglia” sul presunto serial killer degli amici a quattro zampe. Un ricompensa di 4mila euro (pari a 200 euro per ogni esemplare morto) destinata a chiunque sia in grado di fornire informazioni e testimonianze utili ad individuare, denunciare e far condannare in via definitiva il responsabile della mattanza.
L’associazione, attraverso la sua pagina Facebook, fa sapere di aver già ricevuto qualche segnalazione ma anche che, le misteriose morti potrebbero non essere tutte attribuibili ad un veleno, ma ricollegabili alla parvovirosi felina, un virus virale altamente contagioso.



























