Danno permanente all’olfatto e malattia superiore a 40 giorni”: si aggrava per la Procura la posizione di Angela Memoli, principale indagata della violenta aggressione contro la giovane Giuditta D’Elia, consumatasi a Parco Rossani di Bari lo scorso 23 luglio. È così respinta la messa alla prova richiesta dai legali della donna, che adesso dovrà rispondere di lesioni personali aggravate, l’aver agito per futili motivi e in concorso con più persone, tra cui minori.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, la studentessa 26enne, originaria di Toritto, sarebbe stata afferrata per i capelli, buttata a terra, colpita ripetutamente da più persone, compresi minorenni istigati da Memoli a prender parte alla violenza: il tutto per un diverbio tra Giuditta e la figlia 7enne dell’indagata. Quanto emerso dalla nuova documentazione sanitaria, depositata nella memoria del procuratore Roberto Rossi, ha però cambiato le carte in tavola: la vittima ha riportato un danno permanente al senso dell’olfatto e una durata della malattia di 67 giorni. Ciò ha determinato la richiesta, da parte della Procura, di modifica dell’imputazione, ora non più legata al reato di lesioni semplici, per cui la stessa aveva inizialmente chiesto il giudizio immediato.
Adesso il fascicolo tonerà al gup. In attesa della data di udienza preliminare a carico di Angela Memoli, anche il Comune di Toritto, sulla scia del Comune di Bari, si è costituito parte civile dando formalmente mandato difensivo all’avvocato Roberto Eustachio Sisto.
Damiana Civita

























