Corte Ue, l’Italia non ha attuato le misure contro la xylella

Ritardi nei monitoraggi e nell’abbattimento. Per ora solo il pagamento delle spese processuali

 

“L’Italia non ha applicato le misure obbligatorie imposte dall’Unione Europea per impedire il diffondersi del batterio vegetale da quarantena “xylella fastidiosa”, responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia”. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea, che ha accolto il ricorso della Commissione dell’Unione contro i ritardi e le mancanze nelle ispezioni e nell’abbattimento delle piante infette da parte delle autorità nazionali. Si tratta di una condanna per primo inadempimento, che prevede solo il pagamento delle spese processuali.

La sentenza conclude la prima fase di una procedura di infrazione che risale al 2015. Le misure di eradicazione dell’Unione Europea prevedono azioni di diversa intensità secondo aree delimitate. In particolare, una zona infetta, delimitata a nord da una fascia di 20 km, a sua volta confinante con una zona cuscinetto dove la lotta al batterio prevede l’abbattimento anche delle piante sane nel raggio di 100 metri. Nel 2016 la Corte di giustizia aveva già dichiarato la validità, sotto il profilo del diritto dell’Unione, di tali misure di eradicazione. La Corte constata, in primo luogo, che l’Italia non ha proceduto immediatamente alla rimozione di almeno tutte le piante infette nella fascia di 20 km confinante con la zona cuscinetto. In secondo luogo, la Corte constata che l’Italia non ha garantito, nella zona di contenimento, il monitoraggio della presenza della Xylella mediante ispezioni annuali effettuate al momento opportuno durante l’anno.

“La sentenza europea che condanna l’Italia per le sue lentezze nella lotta alla xylella “riguarda tutto il periodo in cui la lotta alla xylella era sotto la esclusiva responsabilità del Governo italiano e dei suoi commissari” – ha dichiarato in una nota il Governatore di Puglia Michele Emiliani, che continua – “e non riguarda la Regione Puglia che anzi, da quando ha cominciato ad occuparsi della Xylella, gennaio 2016, ha finalmente realizzato un’organizzazione relativa ai monitoraggi e agli abbattimenti che ha soddisfatto i Commissari Europei che dal 2017 non hanno più mosso critiche formali al nostro sistema che anzi è stato indicato come un sistema di riferimento anche per gli altri Paesi europei”. “La decisione della Corte di Giustizia UE sul ricorso della Commissione Ue – prosegue Emiliano – prende a riferimento l’anno 2014 e tutto il periodo del commissariamento governativo affidato al generale Silletti”.