Partita Picerno-Bitonto combinata: nei guai 7 calciatori neroverdi

A mezza squadra viene contestato il reato di frode. Le ricerche sulle chat di whatsapp

Sono sette i giocatori del Bitonto Calcio indagati per frode sportiva, per la presunta combine precedente all’ultima gara di campionato di calcio serie D, girone H, tra la squadra pugliese e il Picerno. Si tratta di Michele Anaclerio (di 37 anni), Antonio Giulio Picci (35), Onofrio Turitto (28), Francesco Cosimo Patierno (28), Nicola De Santis (38), Daniele Fiorentino (31), Giovanni Montrone (33), ai quali viene contestato il reato di frode in competizione sportiva.

Stessa accusa viene mossa dalla procura di Bari nei confronti di Leonardo Rubini, 36enne, dirigente dell’Unione sportiva dilettantistica Bitonto. Le informazioni di garanzia sono state notificate il 21 giugno, nel corso di perquisizioni effettuate dalla guardia di finanza su disposizione della pm Bruna Manganelli. Sono stati posti sotto sequestro i telefoni degli indagati, nei quali si cercano tracce del reato contestato. Perquisita anche la sede della società, alla quale – stando a quanto comunicato dal presidente Francesco Rossiello e dal vicepresidente Antonello Orlino – “non sono state notificate informazioni di garanzia”.

Stando all’ipotesi degli inquirenti, la partita tra Picerno e Bitonto, giocata il 5 maggio sul campo di Rionero in Vulture, sarebbe stata truccata da alcuni giocatori neroverdi per far vincere la squadra lucana, che in quel modo si assicurò la promozione diretta in serie C. Il Bitonto, dal canto suo, essendo già ammesso ai playoff, non aveva bisogno di fare risultato a tutti i costi. La società prende le distanze “da qualunque ipotesi di illecito commessa in quella gara” e attende “che la giustizia faccia il suo corso”.

Gli investigatori cercheranno prove anche attraverso la lettura delle chat di whatsapp dei giocatori del Bitonto: verificheranno eventuali contatti con i giocatori lucani e dettagli sulla presunta combine.