Bimbo di 21 mesi muore per complicazioni della sesta malattia

Il piccolo di Ceglie Messapica era ricoverato al Policlinico

Aveva solo la sesta malattia, un’infezione tipica dei bambini piccoli ma non ce l’ha fatta: è morto. La vittima un bimbo di 21 mesi di Ceglie Messapica deceduto venerdì, 12 aprile, nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari.

Tutto è accaduto nel giro di pochi giorni, iniziando con qualche linea di febbre. I genitori lo hanno curato pensando si trattasse di una normale influenza. Poi, però, c’è stato un peggioramento neurologico. Per questo il piccolo è stato portato dal medico di famiglia, che ha subito compreso la gravità della situazione e ha fatto ricoverare il bambino nell’ospedale di Martina Franca. Da lì i medici hanno contattato i colleghi dell’ospedale barese, dove il piccolo era giovedì 11.

Le sue condizioni però erano già gravissime. Sottoposto a un piccolo intervento neurochirurgico per una ipertensione endocranica, conseguenza di una encefalite, non ce l’ha fatta. I controlli di laboratorio hanno escluso che si sia trattato di una forma di virus influenzale, così come hanno escluso la presenza di altri virus.

Ulteriori controlli hanno così potuto confermare che la causa era la Sesta malattia, una patologia esantematica, simile al morbillo o alla varicella, appartenente alla famiglia dei virus dell’herpes. Una tipica malattia infantile chiamata sesta malattia perché, in ordine cronologico, è stata la sesta malattia esantematica a essere stata identificata. Anche nota come la “febbre dei tre giorni”, è caratterizzata da febbre alta e dalla comparsa di macchie di colorito rosa sul corpo. La trasmissione del virus avviene attraverso naso e bocca. Colpisce prevalentemente i bambini tra i sei mesi e i due anni di età. Soltanto in rarissimi casi produce complicanze fino a provocare encefalite: in quei casi può risultare mortale.