Si attesta al 13,8% il tasso di abbandono scolastico a Bari, con picchi di oltre il 22% di giovani che escono precocemente dal sistema di istruzione nei quartieri con la maggiore incidenza di famiglie a rischio disagio economico. Lo rivela un’indagine condotta dalla fondazione Openpolis-Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie. La ricerca si basa sia su dati nazionali che territoriali ma in Puglia l’analisi è ricaduta sul capoluogo nello specifico. Il report mette in relazione la presenza di famiglie a rischio disagio economico e il rapporto tra il totale delle persone di 18-24 anni, con al più il diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) e non iscritti a nessun corso regolare di studio e il totale delle persone di 18-24 anni. Due approfondimenti vengono fatti, poi, per le persone tra i 18 e i 24 anni uscite dal sistema di istruzione di origini stranieri e di genere femminile.

Da questo emerge che è il quartiere San Nicola quello con il maggior tasso di abbandoni scolastici: 26,6%. Proprio nel rione che corrisponde al borgo antico di Bari si registra la maggiore percentuale di famiglie a rischio disagio economico, il 4,4%. A seguire, il quartiere con la più alta percentuale di abbandoni scolastici è il San Paolo (22,2%), dove le famiglie a rischio rappresentano il 3%. Picone è il quartiere con la percentuale più bassa, il 7%, con una percentuale di famiglie a rischio dell’1,6%. Più preoccupanti i dati riguardo la popolazione straniere: in media, a Bari, il 60% esce precocemente dal sistema d’istruzione, toccando il tasso del 100% nel rione San Nicola e dell’80% al San Paolo.

In Italia comunque il dato si attesta all’8,2% ed il nostro Paese ha già raggiunto il target europeo previsto per il 2030 e cioè quello del 9%. In Europa non se la passano benissimo altri staticome Romania, Germania e Spagna tutti ben al di sopra del 10%. 17 nel complesso su 28 gli stati che hanno raggiunto il target. Il miglioramento del dato nazionale non elimina tuttavia le differenze territoriali e sociali come ha ricordato il garante regionale dei Diritti del Minore della Regione Puglia Ludovico Abbaticchio. Dai dati emerge ancora una volta con forza la centralità della responsabilità genitoriale anche se resta la necessità i una forte e autorevole alleanza tra gli adulti. Lo stesso Abbaticchio ha poi ricordato che visto il dato di Bari sarebbe essenziale verificare se criticità analoghe siano presenti anche nelle altre principali realtà urbane della Puglia.