“Mettere in sicurezza i conti sarà forse necessario, ma non può prescindere dal mettere in sicurezza chi cura e chi viene curato”: si chiude così il comunicato congiunto firmato dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche di tutte le province pugliesi, Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, contro la possibile scelta della Regione di congelare le assunzioni del personale sanitario.
A scatenare la preoccupazione degli Ordini, già sollevata nei giorni scorsi dai sindacati CGIL e FIALS, è la possibilità ipotizzata dalla Regione Puglia di sospendere le 2000 assunzioni di personale sanitario, tra infermieri e OSS, previste nel 2026, dopo i maxi concorsi regionali attualmente in corso su Bari e Foggia e posticiparle al 2027.
Tale misura, conseguenza del buco finanziario da 349 milioni di euro nella Sanità Pugliese, consentirebbe di far ricadere l’impatto economico delle assunzioni sul bilancio del prossimo anno, non aggravando ulteriormente il bilancio 2026.
Ma gli Ordini provinciali delle Professioni Infermieristiche si dichiarano allarmati di fronte all’ipotesi della Regione di arginare il buco economico, intervenendo proprio lì dove il Sistema Sanitario Regionale risulta già gravemente indebolito e affaticato. Dichiarano nel comunicato:
“Sfugge colpevolmente all’attenzione del governo regionale considerare che la carenza di infermieri nelle Aziende sanitarie pugliesi si traduce quotidianamente in turni scoperti, richiami in servizio, straordinari, prestazioni aggiuntive e continue rimodulazioni organizzative con il rischio di comprimere i limiti previsti dalla disciplina contrattuale sull’orario di lavoro e di incidere sulla sicurezza delle cure”.
Pertanto, prosegue la nota, se “le esigenze straordinarie possono essere affrontate con strumenti straordinari, le carenze strutturali richiedono assunzioni e programmazione” e “rinviare le assunzioni non elimina il fabbisogno assistenziale regionale”. Oltre a lasciare migliaia di professionisti partecipanti al concorso unico regionale nell’incertezza.
La richiesta degli Ordini è chiara: trasparenza sui tempi e sulle reali intenzioni circa le assunzioni, nonché un ripensamento, altrimenti a pagare le conseguenze della difficile situazione sanitaria pugliese, saranno, ancora una volta, professionisti e pazienti che hanno diritto a un lavoro sicuro e a cure dignitose.
Damiana Civita



























