Lavoratori provenienti da situazioni sociali complesse costretti a restituire i soldi in busta paga al datore di lavoro e a ricevere come compenso dai 2 ai 5 euro l’ora: una miseria. La piaga del caporalato è emersa nello stabilimento balneare del circolo aziendale Acquedotto Pugliese a San Giorgio, sul lungomare sud di Bari. Al centro delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza è finito il Gruppo Ideazione, società attiva nel settore del’intrattenimento e aggiudicataria di numerosi bandi del Comune, tra cui quello dell’organizzazione del corteo di San Nicola. Quattro i soggetti coinvolti, accusati di associazione a delinquere, e tra questi figura Christian Calabrese, 51enne rappresentante legale del Gruppo Ideazione. Assieme a lui sono indagati un collaboratore della società, un dipendente che si occupava della contabilità e un consulente del lavoro.

Sono circa dieci i lavoratori sfruttati dal Gruppo Ideazione tra il 2024 e il 2025, tutti impiegati come bagnini con contratti stagionali. Tra loro il caso simbolo di un minorenne che riceveva come compenso 2 euro l’ora. Il sistema di caporalato era studiato nei dettagli: il collaboratore reclutava i lavoratori bisognosi, il contabile e il consulente del lavoro si occupavano di far risultare a norma la documentazione e Calabrese svolgeva il ruolo di “mente”. Era proprio il 51enne a decidere paghe, condizioni di lavoro e a coordinare gli altri membri dell’associazione a delinquere. Le buste paga emesse erano a norma, ma i lavoratori venivano poi costretti a restituire in contanti al datore di lavoro una parte del compenso che gli spettava di diritto.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro impone una paga di 9 euro e 19 centesimi l’ora. Nel lido di San Giorgio i lavoratori al massimo arrivavano a ricevere 5 euro. Al termine delle indagini, Calabrese è stato interdetto per 12 mesi, mentre l’intero compendio aziendale composto da immobili, auto, concessione demaniale è stato sequestrato e affidato ad un amministratore giudiziario.

Nicola di Chio