Curare tumori endocrini, della prostata, dell’apparato scheletrico, attraverso la medicina nucleare. È il tema al centro del XVII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare, Imaging Molecolare e Terapia svoltosi a Bari, per l’occasione divenuta capitale della scienza medica. L’importante appuntamento della comunità scientifica italiana nel capoluogo pugliese ha richiamato oltre 1500 professionisti tra ricercatori, rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, per discutere di intelligenza artificiale applicata, di nuovi radiofarmaci e di sostenibilità e accessibilità alle cure. A spiegare l’importanza del convegno e i benefici pratici per la salute delle persone è il professor Giuseppe Rubini, presidente del Congresso.

Il tema annuale del Congresso che si sta tenendo dal 21 al 24 maggio nella cornice del Nicolaus Hotel di Bari è “Mediterraneo di connessione, salute, innovazione e sostenibilità”. È sempre il professor Rubini a spiegare come la medicina nucleare, oggi, coniughi innovazione tecnologica e attenzione alla persona; proprio come il mar Mediterraneo ha da sempre coniugato civiltà, scienza e dialogo.

L’obbiettivo è quello di costruire una medicina nucleare sempre più precisa, capace di anticipare la diagnosi e migliorare in tal modo l’efficacia delle cure. Il ricco programma del Congresso, tra tavole rotonde e sesssioni pleanarie ha solo uno scopo: quello di offrire ai pazienti le migliori possibilità di cura.

Nicola di Chio