Ancora un traguardo per l’’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che ha presentato il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per il tumore ovarico, confermandosi la prima azienda sanitaria in Puglia a dotarsi di questo strumento clinico e organizzativo, a maggior tutela della qualità, della tempestività e dell’appropriatezza delle cure. Un risultato non casuale se si pensa che negli ultimi 5 anni, il numero degli interventi chirurgici eseguiti nell’Istituto Tumori di Bari per questo tipo di tumore è costantemente cresciuto, fino a superare i 50 casi nel 2024, dato che fa dell’oncologico barese il centro regionale con il maggior volume di ricoveri per tumore ovarico.
“La significativa crescita degli interventi chirurgici registrata negli ultimi anni ha reso necessario dotarsi di un percorso diagnostico terapeutico ben strutturato, così da garantire alle pazienti un’assistenza sanitaria di alta qualità̀ e di aumentare le probabilità̀ di successo terapeutico”, commenta a riguardo il prof. Gennaro Cormio, direttore dell’unità operativa di ginecologia oncologica clinicizzata dell’Istituto Tumori di Bari.
“Il tumore dell’ovaio è fra le prime 10 forme tumorali più diffuse fra le donne e rappresenta circa il 3% di tutte le diagnosi di tumore. Di solito nelle fasi iniziali è asintomatico e, al momento, non ci sono programmi di screening per la diagnosi precoce. La malattia quindi si scopre più tardi, quando è più difficile intervenire. Ed è proprio per questo che è necessario avere un percorso chiaro e strutturato, che guidi sia i medici che i pazienti”, commenta Emanuele Naglieri, responsabile dell’unità operativa semplice di oncologica medica per le patologie urogenitali.
Il PDTA è infatti la bussola con cui la paziente viene accompagnata lungo l’intero percorso di cura: dalla diagnosi all’intervento chirurgico, dai trattamenti sperimentali fino al follow-up. L’Istituto si impegna ad assicurare tempi certi fra la presa in carico e l’avvio delle terapie: 7 giorni per la prima diagnosi e 15 giorni per l’intervento chirurgico, quanto necessario. Grazie a un team multidisciplinare, composto da 21 diversi professionisti, fra chirurghi, ginecologi, oncologi, anatomopatologi, radiologi, oncologi medici, radioterapisti e psiconcologi, il percorso azzera la frammentazione delle cure, riduce i tempi di attesa e assicura l’accesso uniforme alle migliori terapie oggi disponibili.
“L’adozione di questo PDTA- commenta il direttore generale, Tommaso Stallone – rappresenta un impegno, d’adozione di responsabilità: certifichiamo nero su bianco ciò che i dati clinici già raccontano, ovvero che la nostra oncologia ginecologica è un punto di riferimento regionale e nazionale. Garantire un percorso standardizzato, trasparente e multidisciplinare significa offrire alle donne colpite da tumore ovarico non solo le migliori cure possibili, ma la certezza di non essere mai sole in questo viaggio.”



























