
I sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, tornano a lanciare l’allarme sull’emergenza dell’autotrasporto e chiedono un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticità che stanno interessando le città del Mezzogiorno. Lo fanno con una nota congiunta diffusa dopo l’ultimo incontro tra il Governo e le rappresentanze del settore, del quale prendono atto degli impegni annunciati.
«Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore», scrivono i due primi cittadini.
A Napoli, a Bari e in numerosi altri territori del Sud, spiegano, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari: i prodotti non raggiungono le piattaforme di distribuzione e gli scaffali dei supermercati sono sempre più vuoti. Le difficoltà iniziano inoltre a toccare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. «Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell’autotrasporto, ma a un’emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti».
Leccese e Manfredi riconoscono gli impegni economici annunciati dal Governo, ma sottolineano la necessità di accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Da qui la richiesta rivolta all’esecutivo e al ministro Matteo Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre, «perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti». I due sindaci auspicano che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni capaci di ripristinare la regolare circolazione delle merci e di garantire la continuità dei servizi essenziali.
Nella nota non manca una apertura verso chi protesta: «Comprendiamo le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità». L’appello finale è rivolto a tutte le istituzioni, chiamate a fare fronte comune e ad assumersi ciascuna le proprie responsabilità «prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città».



























