Se i fratelli Coen avessero ambientato il loro celebre film “Non è un paese per i vecchi” al Sud Italia, avrebbero dovuto certamente cambiare titolo: il Mezzogiorno e la Puglia registrano un calo demografico doppio rispetto a quello nazionale, prospettando un territorio tutt’altro che giovane. A confermarlo il quarto Focus del 2026 rilasciato dalla Sezione Statistica della Regione Puglia.
Il dossier analizza il dato demografico in due direttrici: il periodo che va dal 2019 al 2026 e quella futura, con proiezioni fino al 2080, tutt’altro che rassicuranti. Negli anni 2019-2026, dove i dati di quest’anno rappresentano una stima, si verifica una decrescita strutturata in tutta la nazione: tuttavia, se in Italia il calo è dell’1,5% circa, la situazione del Mezzogiorno e della Regione Puglia è ben più grave. Il calo demografico regionale, infatti, si aggira intorno al 2,8%, pari quasi al doppio di quello nazionale.
Il risultato è dato dalla somma della natalità progressivamente decrescente e la mortalità in impennata nel biennio dovuto all’emergenza sanitaria da Covid: ne deriva un saldo naturale costantemente in negativo. Fisso in negativo anche il dato migratorio interno che, non pareggiato dal saldo migratorio positivo con l’estero, dimostra come la Puglia abbia una “persistente incapacità di trattenere il proprio capitale umano”.
Preoccupante il quadro demografico che ne vien fuori: una società in fase avanzata di invecchiamento in cui il segmento 0-4 anni, che rappresenta meno del 2%, è il più contratto. Progressivo l’allungamento delle aspettative di vita, con una componente femminile della popolazione favorita rispetto a quella maschile.
Ciò che realmente spaventa, però, del Focus 2026 pubblicato dalla Regione Puglia sono i dati prospettici fino al 2080, dove lo scenario che si staglia non è apocalittico, ma quasi: si ipotizza una riduzione della popolazione che potrebbe superare il 40%. La stessa percentuale rappresenterebbe anche la componente anziana, mentre la forza lavoro attiva coprirebbe circa la metà della popolazione totale.
Sorprende come soprattutto la politica parli spesso di Puglia in termini di crescita turistica, culturale, industriale. Quello che però manca completamente è l’approccio ad un problema nazionale, non solo regionale, ma che non trova nessuno spazio tra le priorità dei decisori. Una tendenza che, se non invertita o quantomeno mitigata, preannuncia un sistema sociale ed economico destinato probabilmente al collasso ed alla desertificazione delle città non solo a livello climatico ma anche a livello sociale.




























