“Esistono concreti, univoci e rilevanti elementi di collegamenti, diretti e indiretti, con la criminalità organizzata”. Un responso che potrebbe pesare come un macigno, quello della Commissione d’accesso nominata a dicembre dal Prefetto di Bari, Francesco Russo, al termine delle indagini ispettive sul Comune di Modugno, a rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose.
La relazione, stilata dopo meno di tre mesi di attività, è stata inviata al Viminale, e potrebbe portare alla nomina dei commissari straordinari, prima delle prossime elezioni comunali, al momento previste a maggio.
Un terremoto scatenato dall’inchiesta giudiziaria, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla DDA di Bari che, nel novembre dello scorso anno, ha portato all’arresto dell’ex assessore Antonio Lopez per voto di scambio politico-mafioso in occasione delle amministrative 2020. Secondo l’accusa, avrebbe pagato al clan Parisi i 150 voti necessari ad essere eletto, e fatto da tramite con un affiliato per sostenere il sindaco Nicola Bonasia (anche lui indagato) al turno di ballottaggio, in cambio della promessa di un posto di lavoro.
L’indagine avrebbe fatto luce su un vero e propria rete di favori che collegherebbe i vertici del Comune al clan del rione Japigia: un sistema collaudato che avrebbe facilitato l’assunzione di soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata barese presso società appaltatrici. Il tutto in cambio di sostegno elettorale.


























