Un passaggio storico per la tutela della risorsa idrica in Puglia. Presso la sede della Presidenza della Regione, è stato sottoscritto il trasferimento delle azioni di Acquedotto Pugliese S.p.A. in favore dei Comuni di Bari, Mesagne, Cellamare, Minervino Murge, Crispiano e San Marco in Lamis.

Nel quadro normativo del D.L. n. 153/24 e della Legge Regionale n. 14/2024, la Regione trasferisce a titolo gratuito una quota del capitale sociale (fino a un massimo del 20% complessivo) agli enti locali, trasformando i Comuni da semplici utenti a ‘comproprietari’ del gestore idrico.

Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma di una vera e propria operazione di salvataggio del modello pubblico, spiegano. La storica concessione di gestione ad AQP, infatti, è scaduta improrogabilmente il 31 dicembre 2025. L’elezione dei sindaci di Puglia nel Comitato di Coordinamento e Controllo di AQP ed il passaggio delle quote erano le condizioni necessarie affinché l’Autorità Idrica Pugliese-AIP possa perfezionare l’affidamento del servizio ad AQP mediante il modello dell’in house providing, evitando il ricorso a procedure di gara.

Le azioni trasferite ai primi sei Comuni confluiranno, come previsto dalla Legge regionale, nella ‘società veicolo’. Questo organismo fungerà da “cabina di regia” unica, permettendo ai sindaci di esercitare il cosiddetto controllo analogo congiunto. Non sarà dunque più solo la Regione Puglia – finora titolare del 100% delle quote AQP – ma l’insieme dei Comuni a definire gli indirizzi strategici e la gestione di Acquedotto Pugliese, garantendo un equilibrio democratico tra centri grandi e piccoli grazie a un sistema di governance basato su fasce di popolazione.

A sostegno di questa storica transizione, l’AIP ha condotto un approfondito studio tecnico e territoriale, comparando il modello dell’affidamento in house con le dinamiche di un’eventuale gara pubblica simulata. I risultati confermano che il controllo diretto dei Comuni rappresenta la via migliore per garantire efficacia ed efficienza dell’utilizzo della risorsa acqua. Tale consapevolezza è maturata attraverso un dialogo continuo con gli amministratori locali e un benchmarking rigoroso con le principali esperienze di gestione idrica in Italia e all’estero.