Un malcostume che, recentemente, si è sempre più diffuso in città e che la Polizia di Stato intende contrastare in modo efficace. Rumori molesti causati da botti adoperati a scopo privato, in occasione di banchetti, feste e cerimonie, che arrecano disturbo ai cittadini anche in ore notturne.

Arginare questo malcostume, per alcuni divenuto un’abitudine, e contrastare l’utilizzo totalmente indisciplinato dei fuochi d’artificio è una delle priorità della Questura di Bari che intende evitare un costante disturbo alla quiete pubblica, senza dimenticare i pericoli che possono rappresentare botti e petardi, di ogni genere, per l’incolumità fisica e, in alcuni casi, per la sicurezza degli edifici presso i quali si fa uso o viene indebitamente custodito materiale pirotecnico.

E’ bene ricordare che il codice penale, proprio in ragione dei pericoli che derivano da un uso indiscriminato e non controllato di tali accensioni, ha dedicato uno specifico articolo che punisce gli autori e tutela i soggetti terzi che potrebbero essere attinti dalle suddette esplosioni pericolose.

A seguito degli specifici servizi tesi a contrastare il fenomeno dell’illecita accensione di fuochi d’artificio quattro ragazze, tutte residenti a Triggiano, sono state denunciate dai poliziotti della Squadra Volante.

I fatti risalgono a sabato scorso: allo scoccare della mezzanotte tra l’1 ed il 2 febbraio, un equipaggio dell’U.P.G.S.P. della Questura di Bari, in Viale Papa Giovanni XXIII, nei pressi della Casa Circondariale, ha sorpreso le quattro ragazze, di età compresa tra i 24 ed i 29 anni, mentre posizionavano fuochi d’artificio sul marciapiede antistante la struttura carceraria.
Notato l’arrivo della Volante, le ragazze hanno cercato di guadagnare la fuga ma sono state fermate, identificate e denunciate in stato di libertà.