Intossicati tra i vigneti: 20 braccianti finiscono al Pronto Soccorso

Intossicati tra i vigneti: 20 braccianti finiscono al Pronto Soccorso

Sono stati investiti da nuvola di prodotti chimici usati in agricoltura

Portati in «codice giallo» nei pronto soccorso di mezza provincia e ricoverati in prognosi riservata. È la sorte toccata ad una squadra di 20 braccianti brindisini, in maggioranza donne, che hanno accusato gravi malori dopo essere stata investita da una «nuvola» di prodotti chimici, fitofarmaci usati in agricoltura, mentre lavoravano sotto i «tendoni» dell’uva in un vigneto nel territorio di Turi.

Sul posto sono accorse le ambulanze partite dalle centrali del 118 (il servizio di emergenza medica) di Casamassima, Turi, Rutigliano e Sammichele. Gli operai intossicati sono stati ricoverati in codice verde poi convertitosi in giallo negli ospedali di Acquaviva, Putignano, Monopoli e alla «Mater Dei» di Bari. Sul luogo sono giunti anche i Carabinieri della stazione di Turi, che hanno inviato le indagini sull’avvelenamento di massa che ha causato sintomi quali nausea accentuata, tosse, crampi addominali, bruciore alle vie respiratorie con irritazione e bruciori gastrici, evidentemente per l’«effetto serra» probabilmente peggiorato dal gran caldo di questi giorni.

L’episodio ha fatto correre la memoria alla tragica morte della bracciante Anna Clemente di San Giorgio Jonico (in provincia di Taranto), madre di tre figli morta nel luglio di 4 anni fa mentre lavorava per 27 euro al giorno all’acinellatura dell’uva in un vigneto nelle campagne di Andria.

«Sono fenomeni ed eventi che purtroppo continuano a ripetersi nei nostri territori e nelle nostre campagne. Il vero problema è quello della prevenzione e del rispetto delle regole, delle persone, dei lavoratori» ha commentato «a caldo» il segretario generale della Cgil Puglia Pino Gesmundo, che invoca più prevenzione e maggiori controlli. Anche Pasquale Fiore della Fai Cisl batte sul tasto della prevenzione per la sicurezza sul lavoro.