Dopo la proiezione serale di martedì 25 aprile e quella pomeridiana di ieri del film Omicidio all’italiana, secondo lungometraggio del regista Maccio Capatonda al secolo Marcello Macchia, l’attore e autore comico italiano ha incontrato il pubblico del Bif&st 2017 ripercorrendo attraverso le domande e le curiosità dei presenti la sua idea di cinema e di commedia italiana, appunto, in questi anni.


Una commedia che prende spunto dall’attualità, una su tutte quella dei media capaci di intervenire nei fatti di cronaca fino a modificarne la percezione.
Generando, così, fenomeni la cui eco diventa di difficile gestione come nel caso del turismo dell’orrore sui luoghi di omicidi efferati e tragedie dai numeri importanti. Al punto tale che molte trasmissioni e molti format possono essere equiparate a vere e proprie serialità televisive che si nutrono della realtà e dei suoi accadimenti.

Come ha raccontato Macchia, è da questa condizione che ha preso il via l’idea di Omicidio all’italiana il secondo e più maturo film di Maccio Capatonda che, sul grande schermo, esagera i toni della realtà sino all’assurdo per provocare quell’effetto di straniamento che conduce inevitabilmente lo spettatore alla riflessione.

Incontenibili le risate del pubblico in sala che si riflette nello specchio dello schermo e sorride di se stesso colto, non a caso, in flagranza di reato.