“Non chiediamo elemosina, ma solo dignità”. È uno degli slogan che sta guidando la protesta dei circa 300 agricoltori pugliesi che, all’alba di questa mattina, sono scesi in strada a Bitonto, lungo la provinciale 23, bloccando lo svincolo per Palombaio. Una vasta mobilitazione, promossa dal CRO, acronimo del “Comitato Rivolta Olivicoltori”, e che si unisce agli altri sit-in organizzati, nelle ultime settimane, in tutta la regione.
A muovere la protesta, il calo del prezzo dell’olio, passato da circa nove euro a quattro euro al chilo – fanno sapere i manifestanti. Parallelamente c’è da fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, in particolare gasolio, concimi e sementi. Un rapporto inversamente proporzionale – sottolineano gli agricoltori – che si traduce in ricavi sempre più al ribasso per i produttori, anche per l’arrivo di merce da altri Paesi.
Alla luce delle criticità attuali, il Comitato chiede al Governo il riconoscimento dello stato di crisi del settore olivicolo-oleario ed un piano straordinario nazionale, con un fondo dedicato al comparto.
Tra le richieste figurano anche contributi sugli interessi dei finanziamenti, sospensione per almeno un anno delle rate dei mutui e del credito agrario, esoneri contributivi, un premio straordinario per ettaro ed interventi sui costi di carburante, energia, irrigazione, raccolta.
Viene inoltre rivolta alle istituzioni anche la richiesta di attivazione dello stoccaggio privato dell’olio, una revisione in sede europea dei contingenti di importazione dai Paesi terzi e l’introduzione di un Documento di trasporto elettronico, per tracciare la movimentazione di olive e olio.
Tra i nodi della vicenda, c’è infatti quello del crollo delle quotazioni del cosiddetto “oro verde” – denunciano gli agricoltori. All’inizio della campagna olearia 2025/2026 – fanno sapere – la produzione italiana appariva scarsa, mentre nei mesi successivi una improvvisa maggiore disponibilità di prodotto ha contribuito alla caduta dei prezzi. “Non puntiamo il dito contro nessuno – precisano gli agricoltori – ma chiediamo di sapere da dove sia arrivato quell’olio, quanto ne sia stato importato e come sia stato movimentato”.
























