Trauma cranico, due fratture al naso, zigomi fratturati. Ha il volto completamente tumefatto Giuditta, la ragazza studentessa universitaria di 26 anni, aggredita intorno alle 19.25 di giovedì 23 luglio, mentre si trovava in via Vitantonio De Bellis, nei bagni pubblici del parco Rossani a Bari. Con coraggio ha denunciato tutto sia ai carabinieri che sui social, dove la vittima ha raccontato che sarebbero state almeno quattro persone, di cui due minorenni, a colpirla, strattonarla e a prenderla a calci. Tutto questo senza che nessuno dei presenti la soccorresse. E forse è proprio questa la cosa, oltre all’aggressione in sé, che fa venire davvero i brividi di tutta questa storia e tema sul quale è intervenuto anche il sindaco di Bari Vito Leccese che, ieri, ha incontrato la vittima.
Indagini sono in corso da parte degli agenti della polizia locale che, nelle scorse ore, hanno sentito anche i testimoni dell’aggressione e hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dalla denuncia emerge il banale pretesto da cui è scaturita l’aggressione: Giuditta si era avvicinata al bagno del Parco, quando una ragazzina le avrebbe impedito l’accesso, addirittura puntandole una pistola giocattolo. La vittima a quel punto l’avrebbe, senza farle male, strattonata. La madre della bambina, addetta alle pulizie, avrebbe preso per capelli e scaraventato a terra Giuditta. Poi sarebbe sopraggiunto un uomo e la donna avrebbe poi chiamato altri due ragazzini. A quel punto la violenza di gruppo denunciata dalla vittima, che, per fortuna, è riuscita a chiamare i soccorsi. La donna sarebbe stata già individuata.
Adesso Giuditta si fa vedere sui social con il suo gattino, sicuramente in pensiero per lei, e ringrazia a cuore aperto le persone, anche a lei sconosciute, che in questo momento hanno mostrato vicinanza e il personale del 118 e i medici del Policlinico, che la sera dell’aggressione aveva già trasmesso il referto in Procura e che le hanno curato le ferite, frutto di una violenza inaudita.
























