Sarà la Corte d’Appello di Bari a riesaminare il processo sull’aggressione ad avvenuta nel quartiere Libertà, il 21 settembre 2018, durante il corteo antirazzista organizzato nel capoluogo, in occasione della visita dell’allora Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
I dodici componenti di Casapound, condannati in primo grado dal Tribunale di Bari, lo scorso 12 febbraio, hanno infatti impugnato la sentenza pronunciata dai giudici, che avevano giudicato gli imputati colpevoli di manifestazione fascista e lesioni personali aggravate, condannandoli a pene comprese tra 1 anno e 6 mesi e 2 anni e 6 mesi di reclusione.
Secondo l’impianto accusatorio, accolto dal Tribunale nella sentenza di primo grado, i dodici militanti di Casapound parteciparono all’aggressione di alcuni manifestanti di sinistra, di rientro dal corteo. Come immortalato anche da alcune telecamere di videosorveglianza, le vittime vennero colpite con manganelli, cinture e sfollagente.
Con la stessa sentenza i giudici avevano però escluso, nei confronti di tutti gli imputati, l’aggravante della premeditazione.
Nel medesimo procedimento, altre cinque persone sono state assolte “per non aver commesso il fatto”.
Le motivazioni della sentenza di primo grado sono state depositate nel mese di giugno. Con il deposito dell’atto di appello si apre ora il giudizio di secondo grado, durante il quale saranno nuovamente esaminate le posizioni degli imputati.
