Formazione, educazione e prevenzione: è così che si combatte il problema delle truffe agli anziani. I numeri inquadrano perfettamente la gravità della situazione. Nell’ultimo anno in Puglia si sono registrati circa 500 casi di truffe e raggiri (ma solo quelli denunciati): di fatto due al giorno, forse di più, se si considerano anche quelli non denunciati. La provincia più colpita è Bari, mentre il numero più alto di truffatori individuati si registra nella provincia di Brindisi. Particolarmente preoccupanti sono i dati forniti dai Carabinieri del capoluogo, secondo cui negli ultimi dodici mesi le truffe ai danni degli anziani hanno registrato un incremento del 40%, confermando una crescita allarmante di un fenomeno che colpisce le persone più fragili e vulnerabili. Il modus operandi dei malfattori è ormai noto, ma sempre più sofisticato: telefonate o comunicazioni urgenti da parte di falsi nipoti, falsi avvocati, falsi funzionari delle forze dell’ordine, dell’ASL, dell’INPS, del Comune o delle Poste, fino a sedicenti operatori delle aziende fornitrici di energia, gas, acqua o telefonia. E con l’intelligenza artificiale tutto si complica per gli anziani: Attraverso strumenti evoluti, come i deepfake, i truffatori riescono a riprodurre voci, immagini e video in maniera drammaticamente realistica, simulando telefonate o richieste di aiuto provenienti da familiari, funzionari di enti ed istituzioni. . È per cercare di porre un argine a tutto questo che la Uil Pensionati Puglia, in collaborazione con l’Inps regionale, per il terzo anno consecutivo ha messo in cantiere la campagna “Truffe: non lasciarti raggirare”, ovvero un tour itinerante di prevenzione e sensibilizzazione contro le truffe e i raggiri agli anziani, che si è concluso a Bari dopo sei incontri, uno in ognuna delle province della Puglia.
























