31 maggio. Entro questa data la Regione Puglia dovrà presentare, numeri alla mano, un piano di copertura almeno parziale del disavanzo della sanità pugliese. E’ quanto emerso dall’incontro di ieri a Roma dell’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia con i ministeri della Salute e dell’Economia. Dal bilancio del 2025 della sanità pugliese, com’è noto, è venuto alla luce un deficit di quasi 350 milioni di euro che la Regione ora dovrà coprire. 120 milioni dovrebbero essere recuperati dal bilancio, mentre i restanti 230 dovranno essere pescati aumentando l’Irpef per le fasce di reddito medio-alte dei cittadini pugliesi. Se l’aumento è certo, lo stesso non si può dire sulle cifre e gli scaglioni di reddito interessati. L’idea è quella di aumentare l’aliquota dell’Irpef al massimo, da 2,1 a 3,3 per cento per chi ha un reddito superiore ai 50mila euro, e da 0,4 all’1 per cento per chi ha un reddito tra i 28mila e i 50mila euro. Negli ultimi giorni l’assessore alla Sanità Pentassuglia aveva garantito che gli aumenti non avrebbero interessato i redditi sino ai 28mila euro annui. In realtà l’esenzione potrebbe riguardare solo i contribuenti con reddito inferiore ai 15mila euro, mentre potrebbe essere chiesto un piccolo sacrificio ai cittadini che si trovano tra i 15mila e i 28mila euro di reddito annuo. La Regione, a quanto emerso, vorrebbe esentarli. Nelle prossime settimane verrà presa una decisione definitiva a riguardo. Il primo vero ostacolo della nuova amministrazione regionale di Antonio Decaro, nominato commissario ad acta per l’attuazione del piano di risanamento.


























