
A maggio 2025 dello scorso anno aveva aggredito un uomo e i suoi due figli che non volevano lasciare la curva nord dello stadio San Nicola in occasione di un incontro di calcio in cui gli ultras del Bari avevano dichiarato lo sciopero del tifo. Ma a novembre 2024 aveva anche aggredito un geometra di una ditta appaltatrice di Arca Puglia per costringerlo a effettuare lavori non dovuti nell’appartamento di alcuni parenti. E’ per questo che il gip di Bari, Chiara Maglio, ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Silvio Sisto junior, 36 anni, conosciuto a Bari come «Il bomber», e per suo cognato Marco D’Asta, 28 anni: per il primo il procuratore aggiunto Ciro Angelillis aveva chiesto il carcere. Per una terza persona, Ivan D’Asta, 22 anni, è stato disposto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria.
Il 14 novembre i tre avrebbero aggredito un tecnico che era stato inviato dall’Arca per effettuare un sopralluogo in casa dei genitori di D’Asta, suoceri di Noemi, sorella di Silvio Sisto: pretendevano che la ditta provvedesse immediatamente a effettuare i lavori di riparazione per una infiltrazione d’acqua, e per questo l’uomo è stato malmenato e poi spinto per le scale da Sisto, da D’Asta e da suo fratello Ivan: il geometra è stato spinto per le scale e ha riportato un trauma cranico facciale.
Poi l’episodio del 4 maggio 2025, in occasione della partita Bari-Pisa al San Nicola. Sisto è stato immortalato in un video mentre insieme ad altre persone «invitava» gli spettatori ad abbandonare la curva e poi aggrediva un uomo e i suoi due figli (uno dei quali minorenni). Alcuni dei colpi di Sisto hanno raggiunto anche la moglie dell’uomo, che era intervenuta per difendere il marito.
Nel fascicolo della Procura di Bari sono indagati anche Noemi Sisto, 31 anni, e Tommaso Favia, 26 anni, tutti di Bari: : quest’ultimo è accusato di aver partecipato alla spedizione punitiva in Curva nord e per lui erano stati chiesti i domiciliari, ma il gip ha rilevato che nessuna delle vittime lo ha riconosciuto. Sisto era invece stato riconosciuto da uno dei figli dell’uomo aggredito «perché lavora con quel giornalista» cioè Antonio Loconte, l’influencer del sito web Quotidiano Italiano, in realtà ex giornalista.




























