C’erano telecamere ovunque, ma non per la sicurezza dei cittadini: erano le sentinelle silenziose dei clan, incastonate nel cemento dei fabbricati antichi. Con un maxi blitz scattato a Bitonto nella serata di ieri, 11 febbraio, i Carabinieri hanno oscurato la regia abusiva che controllava l’area di Porta Robustina e più in generale il centro storico. Un intervento muscolare, necessario per riprendersi centimetro dopo centimetro un territorio segnato da recenti fatti di sangue e logorato dalla morsa dello spaccio.

Quello che i militari, oltre un centinaio impiegati, si sono trovati davanti è stato un vero e proprio sistema di contro-spionaggio. Le stradine della Bitonto vecchia erano presidiate da decine di microcamere nascoste tra archi e feritoie, attive 24 ore su 24. Alcune erano state perfino murate nel cemento per renderle invisibili, permettendo ai clan di monitorare gli accessi e prevenire l’arrivo delle forze dell’ordine. I militari hanno lavorato per ore, strumenti alla mano, per individuare e smantellare l’intera rete di videosorveglianza abusiva.

L’operazione ha visto l’impiego di un dispositivo imponente: unità cinofile, reparti territoriali e lo squadrone Eliportato dei Cacciatori di Puglia. La loro presenza a Bitonto segna la volontà della DDA di Bari di stroncare le infiltrazioni criminali più radicate. Utilizzati anche alcuni droni per monitorare l’area durante l’operazione, rendendo così impossibile la fuga degli uomini incaricati di custodire gli stupefacenti.

Il bilancio provvisorio dell’operazione parla di due soggetti fermati, entrambi pregiudicati, e del sequestro di 160 grammi tra hashish, marijuana e cocaina, oltre a denaro in contante. L’intervento, il terzo in pochi mesi, non arriva per caso. Bitonto sta attraversando settimane di alta tensione tra incendi dolosi di auto, spari a scopo intimidatorio e il ferimento, a fine gennaio, del 30enne Damiano Liso in via Generale Planelli. Segnali inequivocabili di una guerra sotterranea per il controllo del territorio.

Soddisfatto il primo cittadino, Francesco Paolo Ricci, che proprio recentemente aveva sollecitato un intervento urgente in Prefettura: «È una risposta forte e decisa dello Stato. Un segnale fondamentale per la sicurezza dei cittadini e per restituire decoro e legalità alla nostra comunità».