Sarà eseguita oggi, martedì 20 gennaio, l’autopsia sul cadavere di Amleto Magellano, il 39enne accoltellato a morte, nel pomeriggio di sabato in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi di Bari. L’esame autoptico verrà effettuato dal professor Biagio Solarino, dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico, al quale è stato affidato l’incarico dal magistrato Cristina De Tommasi, della Procura del capoluogo, che sta coordinando le indagini sull’omicidio. L’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso dell’uomo: se i fendenti hanno colpito organi vitali, o se la morte è sopraggiunta a seguito di uno shock emorragico, conseguente alle gravi ferite riportate.
La vittima è stata raggiunta da diverse coltellate al torace e all’addome, anche se l’arma non è ancora stata ritrovata. Un agguato consumato in pochi istanti, tra la gente, non lontano dall’abitazione del 39enne. Tra le ipotesi al vaglio, quella del litigio finito nel sangue, ma nessuna pista al momento sembrerebbe esclusa dagli inquirenti.
I carabinieri hanno ascoltato parenti ed amici dell’uomo, nel tentativo di ricostruire gli ultimi spostamenti e i suoi contatti più recenti. Gli investigatori sono alla ricerca di elementi utili a risalire all’assassino ed al movente del brutale omicidio.
Si scava anche nella vita di Magellano, già noto alle Forze dell’Ordine per via di alcuni episodi risalenti a qualche anno fa: nel 2013 venne arrestato assieme ad un’altra persona con l’accusa di tentata estorsione. Nel giugno del 2007 il 39enne era invece sopravvissuto ad un altro agguato, scatenato da motivi passionali, avvenuto a Bari, e per il quale era finito in carcere un ragazzo di 27 anni. Un passato certamente turbolento, dal quale però sembra avesse preso da tempo le distanze.


























