Risultano ancora non spesi i circa 40 milioni di euro del Piano di rigenerazione olivicola per espianti e reimpianti nelle aree colpite dalla Xylella, con ricorsi e burocrazia che stanno frenando il futuro della più grande “fabbrica green” del sud Italia. È quanto denuncia Coldiretti Puglia all’indomani della delibera della Giunta regionale per la variazione di bilancio.

“Già è stato ammesso al finanziamento solo il 6% delle istanze di espianto e reimpianto, solo 521 domande e 23 progetti collettivi a fronte di una richiesta complessiva per 216 milioni di euro – è scritto in una nota dell’associazione –  ma il fatto che non sia stato ancora liquidato alcun aiuto pubblico è gravissimo”, denuncia il presidente Savino Muraglia.

Dunque sono ancora ferme al palo le risorse per il contrasto al virus delle piante da destinare alla rimozione degli ulivi secchi e alla diversificazione produttiva.

“È indispensabile liberalizzare i reimpianti – sottolinea il presidente Muraglia – con l’adeguata diversificazione colturale per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico, per non condannare nuovamente alla monocoltura olivicola il Salento”.

Qui gli agricoltori sono senza reddito da 7 anni, si contano milioni di ulivi secchi e sono andati persi 5mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile, se non si interviene con strumenti adeguati.

“Il contagio della Xyella – conclude Coldiretti – ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi, lasciando un panorama spettrale, con oltre 8mila chilometri quadrati di territorio colpito dalla batterio killer, pari al 40% del territorio regionale”.