“No all’archiviazione”: si continua ad indagare sulla morte di una 22enne di Terlizzi

L’episodio il 22 dicembre 2016. Si pensò ad un suicidio ma il Tribunale di Trani vuole vederci chiaro

C’è da capire se realmente si trattò di un suicidio e per questo, il caso, non può essere archiviato. E’ questa in sostanza la decisione del Gip del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, che ha disposto ulteriori indagini per accertare se fu realmente un suicidio quello di una ragazza di 22 anni, il cui cadavere venne ritrovato il 22 dicembre 2016 all’interno di un sottopasso ferroviario di Terlizzi con stretto al collo un cavo carica batterie. Ha così respinto, anche su opposizione dei genitori della giovane, la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Trani, che indaga per istigazione al suicidio.

La pm Simona Merra ha tempo 3 mesi, ora, per compiere ulteriori accertamenti. Nell’immediatezza dei fatti venne sentito il fidanzato e convivente della 22enne, che riferì di un rapporto piuttosto difficile con la giovane e di una discussione piuttosto accesa scoppiata la sera prima del presunto suicidio, oltre al fatto che la stessa avrebbe manifestato più volte l’intenzione di togliersi la vita. Tra le perplessità sollevate dal Gip, vi è il fatto che il cavo usb del telefonino, usato dalla giovane per suicidarsi, “presenta – si legge nel provvedimento con cui si dispongono le nuove indagini – una lunghezza apparentemente incompatibile con la manovra suicidiaria ipotizzata e maggiormente compatibile con un intervento esterno che abbia quantomeno aiutato la vittima, stringendole il cavo intorno al collo e provocandole il soffocamento”.

Oltre al fatto che gli accertamenti del Ris hanno verificato la presenza sul cavetto di tracce biologiche diverse da quelle della 22enne. A questo proposito il gip ha disposto che venga eseguita una consulenza tecnica che stabilisca se il suicidio fosse possibile o se invece fosse stato necessario “l’ausilio di uno o più soggetti esterni”. Altri accertamenti riguardano alcuni supporti informatici contenenti messaggi e telefonate, estratti a suo tempo da un cellulare e allo stato non visionabili.