Stop alla plastica in spiaggia: il Tar boccia provvedimento della Regione Puglia

L’udienza per discutere nel merito sarà nel febbraio 2020

Via libera alla plastica monouso negli stabilimenti balneari della Puglia, almeno per l’estate in corso. Come riportato da alcuni quotidiani locali, il Tar ha sospeso quello che la Regione aveva presentato come provvedimento assolutamente innovativo, “il primo stop alla plastica del genere in Italia”, accogliendo la richiesta cautelare di alcune associazioni (Confida, Assobibe, Mineralacqua, Italgrob e Spinel Cafe) di produttori e distributori di bevande e prodotti da bar.

Ossia tutte quelle categorie di alimenti che – stando all’ordinanza regionale – avrebbero dovuto essere distribuiti in contenitori di cellulosa biodegradabile anziché nei tradizionali contenitori di plastica monouso. L’udienza per discutere del merito della questione è stata fissata dal Tar per il 19 febbraio 2020, per cui è pacifico che l’estate in corso trascorrerà nel segno della plastica. Esattamente come era accaduto finora.

Secondo i giudici amministrativi, la Regione Puglia ha, di fatto, anticipato con la propria ordinanza l’entrata in vigore di una Direttiva comunitaria entrata in vigore a giugno ma che ha, come termine di recepimento per gli Stati membri, il 3 luglio 2021. “La direttiva europea necessita di misure di recepimento – scrive il tribunale amministrativo – perché incide sulla tutela della concorrenza , nella parte in cui la disciplina impone le restrizioni al mercato dei prodotti monouso”.

Esattamente quanto avevano lamentato le categorie di imprenditori che operano nel settore balneare (compresi i titolari degli stabilimenti), che avevano accolto con favore la nuova disciplina, spiegando però di aver bisogno di maggior tempo a disposizione per reperire il materiale biodegradabile e di avere già acquistato enormi quantità di contenitori di plastica monouso, che altrimenti avrebbero dovuto essere buttati. Plastic free si, insomma, ma non a partire dall’estate 2019. Così hanno chiesto gli operatori e così ha deciso il Tar.