La vendita prima che venissero deprezzate delle 430mila azioni della Banca Popolare di Bari contenute nel portafoglio della società barese Debar è una delle contestazioni mosse dalla magistratura barese all’istituto di credito, destinatario ieri di una perquisizione da parte della Guardia di Finanza.
Nel decreto di perquisizione, firmato anche dal procuratore di Bari Giuseppe Volpe, si ipotizza un “trattamento di favore” nei confronti di uno dei principali azionisti dell’istituto di credito, la società Debar, alla quale sarebbe stato concesso di vendere le azioni nell’asta del marzo 2016, prima cioè dell’assemblea dell’aprile successivo in cui le stesse azioni subirono un deprezzamento del 20 per cento, da 9,53 a 7,50 euro. I magistrati baresi puntano ad accertare queste “plurime criticità” relative ai criteri e ai metodi con cui la Banca ha gestito gli ordini di liquidazione dei titoli.



























