Tutte ridotte in appello le condanne inflitte ai sette imputati accusati di tre fatti di sangue avvenuti a Bari nella primavera del 2013. Si tratta dell’omicidio del boss del quartiere San Pasquale di Bari Giacomo Caracciolese, ucciso il 5 aprile 2013; del triplice omicidio del quartiere San Paolo del 19 maggio 2013, in cui furono uccisi a colpi di Kalashnikov Vitantonio Fiore, Antonio Romito e Claudio Fanelli; e del tentativo di omicidio del pregiudicato Domenico Cantalice.

La Corte di Assise di Appello di Bari (presidente Raffaele Di Venosa) ha confermato l’impianto accusatorio riconosciuto in primo grado, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, concedendo a tutti gli imputati le attenuanti generiche. Anche in questo grado di giudizio non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa, così come contestata dal pm della Dda di Bari Roberto Rossi, perché quei delitti furono definiti d’onore.