Un delitto rimasto a lungo senza colpevoli, approdato in un’aula di Tribunale dopo oltre 22 anni. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha chiesto condanne a 30 anni di reclusione per i tre presunti responsabili dell’omicidio di Danilo Abiuso, 22 anni, ucciso a colpi di pistola, il 14 novembre 2003, a Valenzano.
Davanti al GUP, Giuseppe De Salvatore, il pubblico ministero Domenico Minardi ha chiesto la condanna per gli imputati Luigi Guglielmi, Francesco Luigi Frasca e Giovanni Partipilo, accusati di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso nell’ambito del processo celebrato con rito abbreviato. L’udienza è stata fissata per il prossimo 26 gennaio.
I tre vennero arrestati nel febbraio scorso al termine delle indagini condotte dai carabinieri, in quanto ritenuti gli esecutori materiali del delitto, mentre il solo Guglielmi, secondo l’accusa, sarebbe stato anche il mandante.
In base alla ricostruzione, la sera dell’agguato Abiuso venne avvicinato dai sicari mentre si trovava in auto, impegnato in una conversazione telefonica con una ragazza. Venne raggiunto da almeno otto colpi di pistola, esplosi con una pistola calibro 22. Ferito all’addome e al torace, riuscì a raggiungere l’ospedale “Di Venere”, dove morì poco dopo.
Un omicidio che – secondo l’ipotesi degli inquirenti – sarebbe maturato nell’ambito della faida tra i clan Di Cosola e Strisciuglio, per il controllo delle piazze di spaccio.
Circa tre anni prima del delitto, il 21 settembre 2000, Abiuso (legato agli Strisciuglio) avrebbe fatto parte del commando responsabile del ferimento di Luigi Guglielmi. Alla base del gesto, ci sarebbe stato l’interesse di uno dei componenti del gruppo armato per la moglie di Gugliemi, all’epoca anche lui vicino al clan Strisciuglio.
Tuttavia, il 2 ottobre 2003, venne ucciso per errore Gaetano Marchitelli, di 15 anni, colpito da un proiettile vagante nel corso di una sparatoria, avvenuta davanti alla pizzeria presso la quale lavorava. Il giorno successivo, la sorella 16enne di Guglielmi venne picchiata da un esponente degli Strisciuglio per alcune rivelazioni fatte in ambienti criminali, proprio in merito al delitto Marchitelli. A seguito di questo episodio, Guglielmi decise di passare con il clan Di Cosola e di vendicare l’agguato subito tre anni prima.
