L’ex sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, andrà a processo per il presunto voto di scambio politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali del 2020 nel comune del Barese. Così ha deciso il GUP del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, che ha disposto il rinvio a giudizio per sei imputati, tra i quali l’ex primo cittadino.
Secondo l’ipotesi formulata dall’accusa, Bonasia avrebbe accettato la promessa, da parte di alcune persone ritenute vicine al clan Parisi di Bari, di procurare voti per il ballottaggio dell’ottobre 2020, in cambio di posti di lavoro. A fare da intermediario tra l’indagato ed il gruppo criminale, sarebbe stato l’allora assessore comunale alle Attività Produttive, Antonio Lopez. Quest’ultimo, per proprio conto, avrebbe anche consegnato denaro ad alcuni esponenti del clan, in cambio di voti,
A muoversi per conto dei Parisi sarebbero stati invece gli imputati Cristian Stragapede e Cosimo Damiano Annoscia, anche lui tra i rinviati a giudizio.
Sempre secondo l’accusa, l’ex sindaco avrebbe stipulato lo stesso genere di patto anche con l’imputata Adriana Diomede, ritenuta referente dell’omonimo clan e anche lei a giudizio, in cambio della candidatura della figlia, Lucia Bosco, al consiglio comunale di Modugno.
Il processo con rito ordinario avrà inizio il 14 gennaio 2027 dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Bari. Tra le parti civili figurano il Comune di Modugno, il Ministero dell’Interno ed il Commissario antiracket ed antiusura. L’ex assessore Antonio Lopez e Cristian Stragapede (ritenuto un affiliato al clan Parisi), saranno invece processati con rito abbreviato il prossimo 14 dicembre.
