Da settembre scorso sono ufficialmente partiti nei padiglioni della Fiera del Levante i lavori per lo smantellamento definitivo dell’ex ospedale Covid per le maxi-emergenze. Gli interventi, coordinati dalla Protezione Civile e dalla Regione Puglia, dovranno concludersi in tempi record: il cronoprogramma fissa infatti al 30 novembre 2026 il termine ultimo per la riconsegna formale di tutte le aree all’ente fieristico. L’operazione di ripristino dello stato dei luoghi riguarderà nello specifico i padiglioni 9, 11, 13 e 18.
Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale, i lavori procederanno per lotti funzionali: il primo spazio a essere liberato sarà il padiglione 18, la cui consegna alla Nuova Fiera del Levante è tassativamente prevista entro il 20 novembre 2026. Mentre le attrezzature sanitarie dismesse sono state trasferite alla Asl di Foggia. Il costo complessivo dell’appalto per la rimozione dei moduli sanitari e delle opere provvisionali ammonta a circa 2 milioni di euro (1.650.000 euro al netto di IVA). Nel piano di smantellamento è stato tuttavia previsto il mantenimento delle principali infrastrutture impiantistiche e dei sistemi di climatizzazione centralizzata installati durante la pandemia, che non verranno rimossi e resteranno in dote alla Fiera per qualificare i padiglioni in vista delle future manifestazioni espositive.
La decisione di smantellare la struttura è arrivata dopo una lunga fase di stallo e una approfondita istruttoria tecnica dei dipartimenti regionali, che ha sancito l’impossibilità urbanistica ed economica di convertire in via permanente i padiglioni a uso sanitario. L’opera, rimasta inutilizzata dopo la fine dello stato di emergenza, ha continuato a pesare sulle casse pubbliche con costi fissi di manutenzione e canoni di locazione versati all’ente fieristico fino ad agosto 2023.
I lavori di rimozione partono mentre resta aperto il fronte giudiziario sul fronte dei costi di realizzazione dell’infrastruttura, lievitati dai 9,5 milioni iniziali a una cifra finale stimata tra i 21 e i 28 milioni di euro, oggetto di un processo per reati contro la pubblica amministrazione.
