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Bari, accoltellò il vicino di casa riducendolo in fin di vita: condannato a 10 anni

La vicenda risale alla sera del 26 febbraio 2025

Dieci anni di reclusione, più altri tre anni di misura di sicurezza da scontare al termine della pena. È questa la condanna inflitta dal GUP del Tribunale di Bari, Rossana De Cristofaro, nei confronti di Giuseppe Manica, il 71enne accusato di aver accoltellato brutalmente il vicino di casa Michele Esposito, di 52 anni, all’interno di un condominio al civico 20 di via Che Guevara, nel quartiere Poggiofranco. La sentenza è arrivata al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L’imputato rispondeva di tentato omicidio pluri-aggravato dalla premeditazione e dall’uso di un’arma, oltre che di lesioni gravissime ed occultamento del corpo del reato. Per lui il pubblico ministero, Giovanni Calamita, aveva chiesto una condanna a 14 anni.

La vicenda risale alla sera del 26 febbraio 2025. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini ed in seguito accertato in sede dibattimentale, Manica tese un vero e proprio agguato al vicino di casa, con il quale c’erano vecchie ruggini per questioni condominiali.

Il 71enne lo attese sul pianerottolo, armato di un coltello da cucina con una lama lunga 17 centimetri. Una volta aperte le porte dell’ascensore, avrebbe fatto irruzione nella cabina, sferrando fendenti al volto e alla gola della vittima. A causa dei colpi ricevuti, Esposito rimase in coma per due giorni e riportò lesioni gravissime, con danni fisici permanenti.

Al loro arrivo, i carabinieri si trovarono davanti ad una scena da film dell’orrore, alla quale avevano assistito anche altri condomini, richiamati dalle urla provenienti dal pianerottolo. L’anziano si fece trovare sul posto, confessando subito il gesto con parole raccapriccianti: “Sono stato io – riferì subito ai militari – spero che muore”.

L’aggressione – in base a quanto emerso dall’attività investigativa – rappresentò il culmine di una lunga scia di atti persecutori ai danni del vicino, per le quali il 71enne aveva già collezionato due condanne definitive per un totale di tre anni e sei mesi di reclusione.

L’imputato dovrà anche risarcire i danni alle parti civili, da quantificare in sede civile. Il giudice ha inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro in favore del vicino di casa e di ulteriori 5mila euro ciascuno per la moglie e la figlia della vittima.

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