Migliaia di studenti pugliesi rischiano di non poter studiare, nonostante ne abbiano pieno diritto: è questa la triste situazione di moltissimi universitari in questo momento.
La causa è l’insufficienza di risorse regionali che, per la prima volta dopo dieci anni, rischia di non coprire integralmente le borse di studio a disposizione degli aventi diritto, riesumando la categoria degli “idonei non assegnatari”. Le difficoltà erano note già da alcuni mesi. E, qualche giorno fa, con la pubblicazione delle graduatorie definitive ADISU, per l’anno 2026/2027, ciò che si temeva è stato confermato: dei 20mila universitari pugliesi aventi diritto al beneficio dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario Puglia, ad anno accademico già iniziato, non si sa ancora quanti ne potranno realmente usufruire e quanti, invece, rimarranno con nulla tra le mani. Stando a quanto dichiarato dall’assessorato alla Cultura e alla Conoscenza della Regione, probabilmente 1 studente su 5, quindi circa il 20%.
Le carenze di risorse, però, interessano anche un altro beneficio importante per molti studenti: gli alloggi universitari. E qui il numero è importante: sono 3.201 gli idonei non assegnatari in corsa per una stanza all’interno di una delle residenze studentesche a disposizione, ma la maggior parte di loro rimarrà senza. E tra questi ci sono anche studenti che ne hanno beneficiato da anni e che adesso non sanno quale sarà il loro destino: ciò che è certo è che devono lasciare le stanze entro il 30 settembre. Questo aspetto è particolarmente complesso: gli affitti sono sempre più alti e difficili da sostenere senza sussidio. A Bari, ad esempio, sono aumentati del 60% rispetto a sei anni fa.
Si sono attivati subito i movimenti studenteschi di fronte a uno scenario preoccupante: migliaia di studenti dovranno far fronte a spese non previste che, molti, non saranno in grado di sostenere. Tra gli scenari possibili, il più duro è quello di vedere molti giovani rinunciare agli studi per impossibilità economica: pertanto gli studenti chiedono che la Regione continui a far pressioni sul Governo per ottenere i fondi necessari.
Damiana Civita
