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Nuova stangata per l’ex gip De Benedictis: condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 61mila euro

Dopo la condanna penale definitiva a 7 anni di reclusione per corruzione

Dopo la parola fine scritta dal processo penale, per Giuseppe De Benedictis, ex giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, arriva anche la scure della magistratura contabile. La Corte dei Conti ha stabilito che l’ex magistrato dovrà risarcire il ministero della Giustizia per il danno d’immagine provocato dai gravi episodi corruttivi che lo hanno visto protagonista. La somma da versare all’Erario è stata fissata nella misura massima prevista dalla legge, pari al doppio delle tangenti accertate: 61mila euro, a fronte dei 30.500 euro materialmente incassati.

La decisione si innesca sul solco della condanna penale definitiva a 7 anni di reclusione subita dall’ex gip nel 2025 per corruzione in atti giudiziari. Secondo quanto ricostruito dalle indagini e confermato dalla Cassazione, De Benedictis riceveva denaro dall’allora avvocato Giancarlo Chiariello in cambio di provvedimenti cautelari più favorevoli per alcuni indagati. Una vera e propria “consuetudine indiscussa di rapporti corruttivi”, come l’avevano definita i giudici della Suprema Corte, mirata a mercanteggiare la libertà delle persone in cambio di mazzette tra il giugno 2020 e l’aprile 2021.

La Procura regionale della Corte dei conti, guidata da Carmela de Gennaro e rappresentata in giudizio dal sostituto procuratore Daniele Giannini, ha insistito sulla gravità dell’impatto sociale di tali condotte. Il comportamento dell’ex giudice ha infatti ferito al cuore la credibilità dell’intero sistema giudiziario, alimentando nell’opinione pubblica il drammatico sospetto che persino le decisioni sulla libertà dei cittadini potessero essere comprate.

A nulla sono valse le tesi della difesa, che aveva invocato una riduzione del risarcimento facendo leva sulla condotta collaborativa dell’imputato e sulle sue attuali precarie condizioni economiche e di salute (l’ex magistrato si trova ora in detenzione domiciliare per motivi sanitari e ha fatto richiesta per la pensione di invalidità). I legali avevano anche ricordato il tentativo, rifiutato dal Tribunale di Lecce perché ritenuto incongruo, di depositare 30mila euro come risarcimento durante il rito abbreviato. I giudici contabili sono stati inflessibili. Nella sentenza viene evidenziato come la collaborazione penale attenga solo alla posizione processuale dell’imputato, ma non cancelli il discredito gettato sull’amministrazione della giustizia. Il verdetto fotografa una condotta definita intollerabile per chi avrebbe dovuto essere un baluardo della legge: De Benedictis ha infatti “distolto le sue rilevanti funzioni pubbliche di custode e difensore della legalità e giustizia verso finalità di avidità personale”. Una colpa istituzionale che ora l’ex gip dovrà pagare due volte.

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