Sovraffollamento, condizioni igienico- sanitarie, fatiscenza di alcune strutture, rischi legati al fumo passivo e le gravi carenze di personale di Polizia Penitenziaria, che determinano pesanti ripercussioni sulla sicurezza e costringono gli operatori a lavorare in condizioni spesso inadeguate. Nelle scorse settimane il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, oltre ad aver interessato la magistratura attraverso esposti sulle gravi criticità presenti negli istituti penitenziari pugliesi, aveva rivolto un preciso invito ai Sindaci di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Trani affinché effettuassero un sopralluogo nelle carceri del territorio, per verificare personalmente la situazione e toccare con mano le condizioni nelle quali sono costretti a vivere e lavorare detenuti e appartenenti alla Polizia Penitenziaria.
E, qualora ne fossero ricorsi i presupposti, di valutare, nell’ambito delle rispettive competenze, l’adozione dei provvedimenti previsti dalla legge a tutela della salute, dell’incolumità pubblica e della sicurezza. Il quadro normativo attribuisce infatti al Sindaco specifiche funzioni, tra cui quelle previste dall’articolo 50 del D.Lgs. n. 267/2000 e, nella sua qualità di ufficiale del Governo, dall’articolo 54 dello stesso decreto legislativo. Si tratta di competenze che, di fronte a situazioni di grave e documentata criticità, impongono quantomeno una concreta attenzione istituzionale e la valutazione delle iniziative eventualmente necessarie nell’ambito delle proprie attribuzioni.
A tutt’oggi al SAPPE non è pervenuta alcuna risposta concreta alle richieste avanzate e, soprattutto, non risultano effettuati i sopralluoghi che avevamo sollecitato. Non sarebbe certamente la prima volta che un Sindaco decide di intervenire di fronte a una situazione di grave criticità all’interno di un istituto penitenziario. Nel 2010 il Sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, intervenne con un’ordinanza sul grave problema del sovraffollamento e delle condizioni igienico-sanitarie del carcere cittadino. L’ordinanza chiedeva di riportare il numero dei detenuti entro i limiti tollerabili e prospettava, in caso di mancato adeguamento, ulteriori provvedimenti, dopo tale intervento il DAP dimezzò il sovraffollamento dal 85% a circa il 40%.
Quel precedente dimostra che anche un’Amministrazione comunale può scegliere di non rimanere spettatrice davanti a una situazione di grave emergenza, ma di esercitare, nell’ambito delle proprie competenze, le prerogative che la legge le attribuisce. Le carceri pugliesi stanno vivendo una situazione di grave criticità, a farne le spese sono quotidianamente gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, chiamati a lavorare in condizioni sempre più difficili, ma anche le persone detenute e, più in generale, la sicurezza degli istituti che poi si riflette negativamente sul territorio. Per questo il SAPPE rivolge ai Sindaci un ultimo e fermo appello: entrate nelle carceri, ascoltate chi ogni giorno vi lavora, guardate direttamente le condizioni degli istituti e fate tutto ciò che rientra nelle vostre competenze per contribuire ad affrontare le criticità segnalate.
